Pacatezza e inconsistenza

Le persone possono anche farmi un elenco in 100 punti di tutto ciò che ha detto Conte nell’ultima ennesima diretta a reti unificate senza contraddittorio, parlarmi della sua pacatezza, invitarmi ad ascoltare meglio le sue parole e ribadirmi che – naturalmente (e non sia mai!) – si tratta di una emergenza. 

Rimane però che in oltre due mesi si continua a non fare politica, si continua a delegittimare il Potere Legislativo e si delega la rappresentanza democraticamente eletta verso commissioni tecnico-scientifiche di cui nessuno ancora conosce la composizione né le modalità di inserimento. 

Non voglio parlare di gestione dell’emergenza. 

Voglio parlare del disequilibrio tra portatori di interesse dando il 100% ai politici laureati in Medicina e lo 0% a tutte le altre categorie, di pari – ma differente – importanza. Anche in questo contesto. 

Quando si parla – si fa per dire – dell’ILVA di Taranto, le amministrazioni pubbliche chiamate a risolvere i problemi sono tenute a considerare il parere diretto dei lavoratori, dei sindacati dei lavoratori, dell’indotto produttivo, dei quadri dirigenti, della proprietà multinazionale, del comitato di salute pubblica, delle associazioni ambientaliste, della maggioranza e dell’opposizione, locale e nazionale, delle soprintendenze, delle commissioni, degli assessorati, degli abitanti e dei frontalieri, e via per infiniti altri portatori di interesse. E tutto naturalmente sotto l’occhiuto occhio del magistrato di turno. 

Ecco. Si chiamano parti sociali. E – che ci possa piacere o no (rendendoci conto dell’ovvia esagerazione a cui siamo sottoposti) – il loro opposto è la servitù della gleba della Russia degli Zar. 

La forza della politica è quella di trovare il giusto compromesso tra interessi contrastanti mediando per trovare non la soluzione ottima, ma la soluzione migliore possibile.

Dunque, quando un Presidente del Consiglio, non espressione di alcuna rappresentanza democraticamente eletta anzi espressione di due diverse e opposte forze politiche tra il suo primo e secondo Governo (Lega prima e PD poi), ci rimprovera, da bravo professore, in diretta nazionale a reti unificate quando legittimamente alziamo la mano per criticare un provvedimento o una gestione politica di qualsiasi tipo, dovremmo – con la sua stessa pacatezza e calma che fin dal primo giorno lo contraddistingue – spegnere la sua voce e leggerci un fumetto

Cagliari, 27 aprile 2020

p.s. io la penso così, tu pensala come vuoi