La serie A in Sardegna a giugno

Tra gabbie in plexiglas nelle spiagge e lutti neri nelle finestre degli hotel, la Sardegna deve cominciare a programmare seriamente il proprio futuro partendo dalla sua peculiarità: l’isolamento fisico.

Da sempre la Sardegna – per ovvi motivi geografici – è l’unica regione in Italia (anche rispetto alla Sicilia) che può effettuare un controllo agli accessi portuali e aeroportuali conoscendo nel dettaglio i reali dati di chi arriva e di chi parte. Questi dati negli anni sono spesso stati utilizzati per costruire modelli di trasporto, curve di previsione e indagini statistiche.


Questa capacità di controllo deve ora essere utilizzata per garantire la regolarità della fase 2.


Come dichiarato dal Presidente della Regione, la Sardegna può essere certificata come prima area covid-free di tutta Europa, garantendo un serio controllo degli accessi e uno screening puntuale sui presenti. Non solo Sardegna come meta sicura per le vacanze, ma sicura (e soprattutto sperimentale) anche per le attività sportive agonistiche e in particolare per chiudere il campionato di Serie A.


Rigorosamente con partite a porte e chiuse e turni di gioco ogni tre giorni, la serie A potrebbe essere finalmente conclusa con una formula tipica del Mondiale e dell’Europeo, riuscendo dunque a disputare le ultime giornate del campionato.


Gli hotel sparsi sull’ampio territorio regionale – eccellenze di accoglienza e eccellenze nella qualità degli impianti sportivi – possono rispondere adeguatamente alla domanda delle società garantendo i ritiri dei singoli club negli hotel isolani, anche con il mantenimento delle disposizioni attuali e future, vista la riduzione (e in alcuni casi totale cancellazione) delle prenotazioni estive.


Atleti e personale al seguito non sarebbero costretti a prendere aerei e usufruire del trasporto pubblico in tutta Italia, perché si troverebbero già a breve distanza dalle gare, garantendo dunque una riduzione di una possibile diffusione del virus da parte loro lungo le infrastrutture nazionali.
Alle società seguirebbe un forte indotto di TV, sponsor e personale tecnico-sanitario al seguito. Oltre che la capacità mediatica di attrazione post-evento da parte della Sardegna.


I campi da gioco – che potrebbero essere anche solamente tre in tutta l’isola – potranno essere regolamentati in deroga unicamente per l’accoglienza di sportivi e accompagnatori, oltre che per la trasmissione delle TV. Le partite sarebbero infatti a porte chiuse escludendo le tifoserie organizzate con i controlli agli aeroporti e dunque garantendo un accesso regolamentato serio all’isola: questo non sarebbe proprio possibile farlo in nessun’altra regione italiana.


Controllo agli arrivi e monitoraggio sanitario di sportivi e personale. Salvezza della prima parte della stagione estiva del comporto spostamento su questo asse parte del capitolo di spesa regionale della Legge 7/55 dedicata alle manifestazioni di grande interesse turistico delle associazioni, alle quali sarebbe comunque garantita l’erogazione di un contributo pari al 60% di quello dell’anno precedente anche senza l’effettivo svolgimento della manifestazione. Infine pace fiscale per tutte le assunzioni stagionali con voucher a tassazione e imposizione ridotte alla base. 


L’isolamento diventa una risorsa.

Cagliari, 18 aprile 2020

p.s. io la penso così, tu pensala come vuoi