Per fortuna esistono!

Per fortuna esistono le autocertificazioni.

Finita la polemica – e l’ironia – sulla cosiddetta “autocertificazione”, ovvero la dichiarazione sostitutiva di certificazione (DPR 445/2000), dovremmo ricordarci che è nostro diritto utilizzarla per tutti i casi previsti dalla legge. 

Mi è infatti capitato numerose volte che una pubblica amministrazione mi chiedesse arbitrariamente documenti emessi da un’altra pubblica amministrazione – e dunque nella piena disponibilità dell’ufficio pubblico – o che ancora mi venissero chieste carte o atti di cui potevo garantire, mediante dichiarazione sostitutiva di certificazione, la veridicità: residenza, titolo di studio, iscrizione a ordini professionali, smarrimento di un abbonamento del bus, etc. 

Il caso più eclatante mi è capitato all’Università di Cagliari. Per l’esame di ammissione al dottorato mi veniva chiesto il certificato di laurea. Folli e fuorilegge: questo è un abuso d’ufficio. 

La ratio alla base dell’autocertificazione è quella di semplificare le procedure degli ufficiali pubblici. 

E paradossalmente sono gli stessi ufficiali pubblici che negli anni hanno sempre abusato del proprio potere chiedendo al cittadino documentazioni sempre autocertificabili dallo stesso. 

Facciamo valere i nostri diritti. Viva le autocertificazioni!