Le basi della distruzione sanitaria in Sardegna

Questa sera è morta di parto una bambina della Maddalena. È morta ad Olbia. Da tempo infatti la ASL applica un protocollo che prevede il trasferimento delle partorienti dalla Maddalena ad Olbia in ambulanza e – in casi di urgenza (come in questo) – in elicottero. 

Il protocollo viene applicato per il semplice fatto che il punto nascite della Maddalena – così come la sala operatoria – è chiuso da tempo. 

In questi giorni leggo con notevole interesse le critiche rivolte all’attuale Assessore Regionale alla Sanità e ogni volta percepisco unicamente un attacco partitico per il semplice fatto che gira con il gagliardetto della Lega nel bavero della giacca. 

Come diceva però un grande uomo politico del passato “molto dobbiamo alla terra in cui nascemmo, ma molto dobbiamo anche alla verità”, vale a dire che non dovremmo criticare una persona solamente perché è di un partito opposto al nostro, ma dovremmo indagare nel merito. 

I tagli indiscriminati alla sanità e la chiusura dei piccoli presìdi ospedalieri sul territorio non sono il frutto della politica della Giunta Solinas, ma sono l’applicazione precisa dell’indirizzo sanitario voluto per cinque anni dalla Giunta Pigliaru. 

Quindi nel momento in cui critichiamo – a ragione se abbiamo degli elementi o a torto se semplicemente ci piace far prendere aria alla bocca – la gestione dell’emergenza di questi giorni, sarebbe bene ricordare chi ha gettato le basi di questa distruzione instabile. 

Quella della bambina non è una morte improvvisa. È una morte annunciata che tutti alla Maddalena – prima o dopo – si aspettavano.

Cagliari, 27 marzo 2020

p.s. io la penso così (tu pensala come vuoi)