13mila autodenunce in 14 giorni

Trovo logico, razionale e auspicabile lo spostamento volontario di nuclei familiari dalle aree a maggiore emergenza verso quelle periferiche, meno abitate e meno colpite dall’emergenza ospedaliera.

Naturalmente a patto che vi sia una seria quarantena degli stessi.

In caso di necessità infatti ci si troverebbe ad aver alleggerito sistemi sanitari già carichi verso unità differenti dislocate sul territorio.

Tra l’altro i numeri che leggo – si parla di circa 13mila autodenunce – andrebbero un attimo analizzati: non si parla di baùscia e signorotti dei luoghi, ma in gran parte di sardi transfrontalieri (transregionalieri!), turisti (sempre sardi) tornati da viaggi in Italia o all’estero, studenti sardi momentaneamente fuori. Inoltre si parla di 13mila autodenunce arrivate su un periodo di riferimento di 14 giorni. Praticamente 1000 sardi residenti fuori al giorno. Mi sembra – vedendo i dati aeroportuali e portuali – che in periodi di traffico medio gli arrivi siano di circa 15mila persone ogni giorno solo nel sud Sardegna.

Dunque non lasciamoci spaventare da questi dati, ma accogliamo chi viene (e chi torna) qui.

Con giudizio e con attenzione per noi e i nostri cari.

Mi preoccupano molto invece le reazioni incontrollate e ingiustificate di sindaci e amministratori locali che non solo non indicano neanche un dato reale di quante persone si siano mosse verso le “seconde case”, ma parlano a spanne di “navi cariche di persone continentali” cercando di alimentare l’odio del cittadino comune verso persone che non rubano niente a nessuno.

Brutto comportamento da parte di chi dovrebbe invece provare ad appianare stress, odio e frustrazioni.

La nostra bella regione meriterebbe amministratori molto più capaci.

Ma ce ne ricorderemo alla prima tornata elettorale.

Ultima nota: ancora qualche sostenitore della chiusura degli ospedali locali in favore di un accentramento casteddaio?

Cagliari, 14 marzo 2020

p.s. io la penso così (tu pensala come vuoi)